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domenica 21 luglio 2013

Il leprotto della luna

Copertina di Birgitta Sif


La Principessa P.J. Petulant sarà anche una bambina, ma di sicuro ha le idee molto chiare, sa sempre cosa vuole e sa pure come ottenerlo: facendo i capricci.
Così alla sua ultima richiesta il papà, Re Winston, e la mamma, la Regina Elsa, non riescono a dirle di no e la piccola P.J. ottiene finalmente il tanto agognato drago (che chiamerà Sandra benché si tratti di un esemplare maschio), salvo stufarsene un attimo dopo averlo ricevuto.
Ora infatti l’attenzione della giovane Principessa è tutta rivolta a ottenere il leprotto della luna, che i genitori non saprebbero proprio come procurarle. Sarà invece lo strambissimo leprotto ad accontentarla, lasciando la luna e piombando nella sua stanza per starle vicino. Col suo arrivo, però, le cose per la capricciosa P.J. cambieranno… E quando Re Winston verrà rapito dal vicino di castello rischiando la decapitazione, il leprotto della luna e il drago Sandra si attiveranno per aiutare P.J. a liberarlo.
De Il leprotto della luna avevo già accennato qualcosa qui. Il romanzo, scritto da Sue Monroe in uno stile spassoso e vivace, si legge tutto d’un fiato. Adatto a bambini a partire dai 7 anni, questo libro rappresenta un moderno romanzo di formazione che vede la protagonista diventare via via più altruista e meno capricciosa. Le illustrazioni interne, realizzate in bianco e nero, sono la simpatica e irriverente creazione di Birgitta Sif.
Pubblicato in Inghilterra nel 2012 con il titolo originale di The magnificent moon hare, in Italia il libro è uscito nella stesso anno edito da Feltrinelli Kids.   

venerdì 20 aprile 2012

Il gufo che aveva paura del buio

Copertina di Anna Laura Cantone

Possibile che un barbagianni abbia paura del buio? Sì, se il barbagianni in questione si chiama Tombolo ed è il protagonista del racconto Il gufo che aveva paura del buio.
Tombolo, in fin dei conti, è ancora piccolo e vive con mamma e papà in cima a un albero. Ci sono molte cose che Tombolo deve ancora imparare, prima fra tutte a non avere paura del buio, come ogni barbagianni che si rispetti. I suoi genitori sono preoccupati perché il loro figlioletto non ci si vede proprio a essere un “uccello della notte”.
Ma la mamma, con l’intelligenza e la sensibilità che contraddistingue tutte le mamme, gli domanda: “Tombolo, tu hai paura del buio solo perché non lo conosci. Cosa sai dal buio?”
E così Tombolo inizia il suo percorso di conoscenza e di crescita. Incontrerà tanti personaggi (un bambino, una vecchia signora, un giovane Boy-Scout, ecc.) che gli insegneranno ciascuno qualcosa sul  buio attraverso le loro esperienze; il buio è fantastico, è gentile, è divertente, è meraviglioso, e ogni volta che il piccolo barbagianni impara qualcosa sul buio, questo gli fa sempre un po’ meno paura…
Questo breve romanzo, indirizzato a piccoli lettori (6+) e scritto da Jill Tomlinson, è uscito per la prima volta in Inghilterra nel 1968 con il titolo originale di The owl who was afraid of the dark. Da allora ha trasmesso a migliaia di bambini la sua morale: bisogna imparare a conoscere ciò che ci spaventa per riuscire a non averne più paura. In Italia il libro, tradotto da Michele Piumini, è edito da Feltrinelli Kids, pubblicato per la prima volta nel 2005 e arrivato, con l’edizione che possiedo del febbraio 2010, alla sua undicesima ristampa, a dimostrazione della sua attualità e del fascino che continua a esercitare sui bambini.
La mia versione è illustrata (purtroppo, devo ammettere, in bianco e nero) da una grande illustratrice italiana di libri per bambini, Anna Laura Cantone, per il cui stile, originale e immediatamente riconoscibile, personalmente vado matta.
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