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Copertina di Matteo Piana |
Che lo crediate o no Capitan
Uncino è esistito davvero, parola di Pierdomenico Baccalario. Nel suo La vera storia di Capitan Uncino Baccalario
racconta di come lo scrittore J. M. Barrie, autore di Peter Pan, per creare il
suo personaggio si sia ispirato a un uomo realmente esistito, il pirata James
Fry (1829-1907), che conobbe tra il 1884 e il 1901.
La storia mischia sapientemente
informazioni storiche documentate con ricostruzioni o invenzioni scaturite
dalla fantasia dell’autore, dando vita a un appassionante romanzo di avventura.
La vera storia di Capitan Uncino parla della spericolata vita di
James Fry, ponendo l’accento su tutte quelle vicende che lo hanno coinvolto e i
cui racconti tanto hanno affascinato Barrie al punto da ispirargli un
personaggio, compreso l’episodio sulla perdita della mano, poi rimpiazzata da
un uncino.
Il libro inizia con una
rivelazione choc: nelle vene di James Fry sarebbe scorso sangue reale, il
sangue di Re Giorgio IV del Regno Unito, duca di Cornovaglia e principe di
Galles. La sua nascita, però, fu alquanto sgradita nell’ambiente di corte, perché
avrebbe scombinato i piani del Principe Guglielmo, fratello di Giorgio, desideroso
di succedere al Re sul trono. Così il Re, il piccolo James e sua madre furono
vittime di una congiura; la notte stessa in cui il bambino nacque venne data
notizia al Re che il figlioletto e la madre erano morti durante il parto. In
realtà essi furono imbarcati su una nave per allontanarli dall’Inghilterra e
condurli nella lontana Trivandrum, in India. Qui inizieranno le incredibili
avventure di questo ragazzino, curioso e ribelle, destinato dall’incontro con
Barrie a entrare nell’immaginario collettivo come il simbolo di tutti i pirati.
La vera storia di Capitan Uncino è stato pubblicato per la prima volta nel 2011 da Piemme nella
collana Il Battello a Vapore.
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